sabato 16 gennaio 2016

Dalla Pace del Mare Lontano

E in mezzo al mare cè un punto lontano 
così lontano dalle case e dal porto
dove la voce delle cose più care 
è soltanto un ricordo 
Ma da quel punto in poi 
non si distingue più
la linea d'ombra confonde
ricordi e persone nel vento








venerdì 1 gennaio 2016

Buon Anno 2016



Buon Anno 2016 a tutti gli amici di Praiacometivorrei che ci seguono sia  sul Blog, su Facebook e sul canale You Tube e che sono diventati tanti, e a tutta la rete Internet, un augurio affinchè il web diventi davvero fucina d’idee e non un mezzo per fomentare odio e rancore. 

Buon Anno ai cittadini di Praia con la speranza che la crisi e la disoccupazione crescente si trasformino in occupazione.

domenica 13 dicembre 2015

Auguri di Buon Natale



Auguri di Buon Natale a tutti 
ma in particolar modo ai più umili di cuore, a chi è solo e a chi si sente solo, a chi è senza lavoro, senza una casa, senza prospettive di vita futura, agli ammalati e a chi si prende cura di loro, ai bambini che sono il nostro futuro, ai giovani perchè ci aiutino a cambiare in meglio questo paese...ai nostri vecchi, perchè accanto ad essi ci sia sempre qualcuno...
Buon Natale a tutti.....a chi si da da fare per migliorare ciò che va male…




martedì 17 novembre 2015

1° CENTENARIO DI ISTITUZIONE DELLA PARROCCHIA


In occasione del 1^ centenario di istituzione della Parrocchia


Domenica 22 novembre 2015, durante la S. Messa solenne delle ore 11:00, sara' presente il vescovo Mons. Leonardo Bonanno per l'apertura del giubileo parrocchiale per il 1° centenario di istituzione della parrocchia.Alla celebrazione e' legata l'indulgenza plenaria concessa dal Papa.

Il giubileo parrocchiale si concluderà il 30 novembre 2016, giorno del centenario.












Io sogno una chiesa

Io sogno una chiesa non ripiegata su se stessa, la quale chiama gli uomini ad entrare in essa per mandarli fuori al servizio dell'uomo di oggi, rispettandolo ed impegnandolo. Sogniamo una chiesa fedele allo Spirito, che porta alla configurazione a Cristo, nella consapevolezza dell'amore del Padre. Questa prospettiva ci rende sereni e incisivi nell'azione, meno ansiosi e maggiormente motivati. Sogniamo non una chiesa che rimprovera e fa tacere, ma che sa ascoltare il grido di ogni uomo e risponde incoraggiando, sperando, condividendo, che lascia a ciascuno la responsabile libertà per un vero incontro personale con il Signore. Una chiesa che sa fermarsi, ascoltare, interpretare con speranza i segnali che vengono lanciati sulle strade della storia.

Sogniamo una parrocchia che per la mobilità delle persone, per motivi necessari e diversi, relativizza sempre di più la territorialità puramente topografica per rendersi più attenta al territorio in senso sociale e culturale. Una parrocchia nel contesto cittadino, che è sempre più anonimo e disaggregato, può essere, in quanto comunità, luogo di fraternità ed accoglienza. Sogniamo una parrocchia in cui la fede scoperta dalla catechesi, celebrata nella liturgia e vissuta nella carità rende questa comunità un riferimento vitale e significativo per la gente. In essa il sacerdote testimonia capacità di relazione, intensa spiritualità e spirito di discernimento. Sogniamo, dunque, pastori capaci di gestire l'incertezza, coraggiosi nell'affrontare il nuovo e nel guardarlo a viso aperto, senza ingabbiarlo entro schemi predefiniti, in grado di presentare in modo generativo le certezze, facendole nascere dall'interno dell'interlocutore, il quale diviene così coautore della propria evangelizzazione.

Sogniamo per le nuove generazioni il superamento di una curiosa miopia: le nostre comunità si lacerano sul passato, senza conoscerlo, litigano sul presente, ma non pensano mai al proprio futuro, non sanno guardare al di fuori dei propri confini per investire concordemente in formazione, cultura e servizi sociali. Questi sogni ci aiutano a superare le tensioni ed i problemi che incontriamo ogni giorno, non solo per un "restauro psichico", ma soprattutto per trasfigurare la realtà, che non possiamo continuare a contemplare passivamente, ma che come uomini e credenti siamo chiamati a cambiare.















                                                                                                                                                           













venerdì 29 maggio 2015

SAGRA E SPERANZE

Due volte all’anno la sagra locale anima insolitamente la bella marina: nella terza domenica del maggio fiorito, anniversario della solenne Incoronazione del venerato Simulacro e nella metà di agosto, la grande festa tradizionale. La festa di maggio dura soltanto due giorni, mentre la grande fiera con le sue caratteristiche, la segue portata dal ferragosto.
Scendono allora dai paesi montani e provengono da quelli sparsi lungo la linea ferrata i venditori, i mercanti, i curiosi, i compratori, i sensali e soprattutto i pellegrini.Giungono carichi di merci: chi curvo sotto fagotti e valigie, chi menando avanti l’asino trotterellante nella confusione del passaggio ostruito dalla folla, chi sui camions strombettanti, chi sui carri agricoli, chi nelle moderne vetture cariche delle merci più fini. Si allineano lungo il viale alberato, sotto la provvida ombra e si fermano nell’esposizione più disparata di oggetti e di merci, mentre le cretaglie e gli utensili casalinghi si aggruppano sulla spiaggia, accanto alle piccole montagne verdi dei cocomeri succosi. E’ una settimana di confusione, di chiasso, con l’animazione insolita che reca la fiera. Gli abitanti del luogo si ritrovano confusi tra cento, tra mille forestieri. Il paese in quei giorni è dei montanari e della gente delle marine, che dai loro paesi vi si riversano, perché la devozione o l’affare li attira.











domenica 19 aprile 2015

Li spusi

Bona saluti a sti spusi eccelenti.
E’ stat’u matrimoniu assai galanti;
Lu giuvini pari suli lucenti.
A zita ‘na fatina di livanti.
Ci su’ stati paroli e ‘mpidimenti,
Ma forti fu lu cori di l ‘amanti,
Mo v’ata godi filici e cuntenti,
Nunn’ata pari cchiù dua spasimanti.















domenica 18 gennaio 2015

Vulera avì na casa alla marina


Vulera avì na casa alla marina
Cu li finestri all’unna di lu mari
Ppi bbidi quanti varchi vannu a vila,
Ppi bbidi lu miu bellu navigari;
jssi cuntenta cumu na rigina:
Vulera avì na alla marina.