sabato 27 agosto 2011

Ospedale a rischio Il comitato civico chiama a raccolta i sindaci del Tirreno Appello dell'organizzazione alle istituzioni territoriali


«Ottimizzare i tempi per scongiurare una chiusura»

Praia a Mare


Ultime battute in difesa dell'ospedale di Praia a Mare. L'organizzazione ospedaliera Hub-Spoke (il cosiddetto sistema a raggiera, che vede al centro un grande ospedale generale servito dai servizi specialistici della periferia), la progettazione della rete territoriale distrettuale e dipartimentale e della rete emergenza-urgenza per come previsti da specifiche delibere regionali sono un punto di partenza importante sul quale poter sviluppare un dibattito serio ed articolato.
Da qui la decisione dell'apposito comitato civico di un incontro urgente con i sindaci del comprensorio e rappresentanti politici ai vari livelli da tenersi, nello spazio antistante il presidio ospedaliero di Praia a Mare venerdì 9 settembre.
In tale incontro, che precede la conferenza dei sindaci prevista per il 19 settembre e nella quale sarà discusso l'atto aziendale di riordino della rete ospedaliera, sarà prodotto un documento unitario attraverso il quale richiedere una revisione generale di quanto stabilito per effetto del discutendo piano di rientro della sanità calabrese.
Occorre discutere, però, modi e tempi. Il potenziamento dell'ospedale Hub di riferimento deve essere almeno concomitante al potenziamento degli Spoke e, sicuramente, antecedente alla chiusura o riconversione dei cosiddetti "piccoli ospedali".
È necessario un piano progettuale ed operativo reale e definito che tenga conto delle specifiche necessità sanitarie del territorio.
II Comitato civico per la difesa dell'ospedale alla luce dei gravi fatti di cronaca che hanno fatto registrare la morte di pazienti che probabilmente avrebbero potuto salvarsi, ritiene di fondamentale importanza fare emergere anche a livello nazionale e senza strumentalizzazioni di sorta, l'acuirsi di una situazione diventata drammatica.
«Una sanità efficace, efficiente, equa e solidale – si legge in una nota del comitato – deve essere il risultato di specifiche scelte di politica sanitaria che sappiano intervenire sugli assetti organizzativi dei servizi ospedalieri e territoriali in modo da creare le necessarie condizioni per una effettiva qualità dell'assistenza».
«Per affrontare questi temi – scrivono ancora i rappresentanti del comitato civico – sarebbe opportuno costituire, con sobrietà e competenza, un tavolo tematico tecnico allargato a tutti gli amministratori dell'Alto Tirreno cosentino per costituire un gruppo unitario, forte, autorevole, che possa confrontarsi in maniera trasparente e determinata con le istituzioni regionali, per evitare la paventata chiusura dell'ospedale civile di Praia a Mare».
«È un fatto gravissimo e assolutamente ingiustificato – conclude il comitato civico praiese – ipotizzare e programmare la chiusura di un presidio di frontiera. Bisogna assolutamente scongiurare che questo accada. È necessario però, ottimizzare i tempi».


Gazzetta del Sud 26 agosto 2011

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