venerdì 2 marzo 2012

Ex lavoratori Marlane : Pino limongi chiede un impegno agli aspiranti sindaci e consiglieri comunali.


Marlane, la storia di una serie di scelte giuste e di scelte sbagliate che hanno portato sul  lastrico quasi duecento famiglie.

In un’epoca non lontana, la produzione della Marlane di Praia a Mare, era all’avanguardia e competitiva in campo internazionale, basti pensare alla produzione della famosa “Tela Vaticana” speciale tessuto che era utilizzato per le vesti di cardinali, vescovi ed alti prelati, per il pregio e la qualità che non aveva pari sul mercato.

In questo modo si rispondeva alla competitività di altri Paesi che per bassi costi di mano d’opera immettevano sul mercato prodotti tessili più economici sia nel senso della qualità che del prezzo.

Da quando si è voluto, per scelte aziendali, cercare di competere sul prezzo, tentando di battere la controparte che ha, come dicevo prima, la possibilità di utilizzare maestranze che costano meno di un terzo delle nostre è iniziata l’agonia di un’azienda  che era sana ed è diventata incurabile per poi consumarsi lentamente fino alla “morte”.

Politici di vario colore, sindacalisti agguerriti e geni della finanza, hanno sparso fiumi di inchiostro e mari di parole, per proporre soluzioni che andavano dall’avventurismo alla fantaeconomia ma, quanti hanno dedicato un pensiero a quei 191 dipendenti, molti dei quali capifamiglia che a causa di “giochetti finanziari” si sono trovati davanti lo spettro della disoccupazione?

E ancora una volta, purtroppo, a pagare sono stati i più “deboli” e cioè i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. Si potrà obiettare che 191 unità lavorative in più sulla massa dei disoccupati sono un’entità irrisoria, pensiamo però che queste “unità” sono “persone”, con a carico altre persone che hanno doveri ma, soprattutto vantano diritti ed esigenze, ai quali la classe politica ha il dovere di dare sollievo.

A questo punto mi chiedo, perché in questa fase pre-elettorale non creare una tavola rotonda per cercare concrete soluzioni per il reinserimento degli ex lavoratori Marlane nel mercato del lavoro? Io credo che una delle possibili soluzioni potrebbe essere rappresentata dai piani di mobilità in deroga. Così come è avvenuto in altre province, ove si è deciso un reinserimento parziale attraverso un protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia, potrebbe avvenire anche in provincia di Cosenza  per gli ex lavoratori Marlane seguendo lo stesso percorso.

Questo dovrebbe essere un impegno fattivo, da parte di tutti gli aspiranti candidati alla carica di Sindaco e di consigliere comunale.

In questo senso esprimo la volontà di rendere partecipe la struttura provinciale dell’U.D.C. allo scopo di cercare ogni possibile soluzione, personalmente mi sono attivato per avere l’interessamento del segretario provinciale On. Gino Pagliuso investendolo del problema e quindi, insieme, lavorare per raggiungere l’obiettivo, non attraverso l’impossibile, ma affrontando ed esaminando il concreto in ogni sfaccettatura.

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