giovedì 10 maggio 2012

PdL ( progetto di Legge ) per l'istituzione della fondazione del Santuario -- Presentatore On. Gianluca Gallo



Proposta di legge n. 398/9^
                       
                        Relazione



La Diocesi di San Marco Argentano Scalea è lo scrigno che racchiude, quasi come fossero due perla, altrettanti santuari, gioielli d'arte da sempre luogo di devozione mariana: il Santuario della Madonna della Grotta e il Santuario della Madonna del Pettoruto.

Il Santuario della Madonna della Grotta, ubicato a Praia a Mare, posto nel ventre di tre cavità rocciose a circa 90 metri sul livello del mare.

L'area sacra, raggiungibile mediante gradinate affacciate sul golfo di Policastro, è posta nel cuore di una zona dove, dal VII secolo in poi, in seguito alla persecuzione iconoclasta scatenatasi a Costantinopoli, si costituì l'Eparchia del Mercurion. Esso, secondo diverse convergenti testimonianze storiche frequentato già dai monaci Basiliani, divenne nel XVI secolo luogo di culto, fino ad essere punto di riferimento per le popolazioni locali non solo dal punto di vista religioso ma anche storico-sociale, al punto che attorno ad esso prese corpo un nucleo urbano, identificato dagli storici con l'attuale cittadina di Praia.

Al suo interno è ospitata la statua della Vergine, detta della Grotta. Quella attualmente esposta è una versione moderna, risalente all'inizio degli anni Ottanta del secolo scorso, erede di quella originaria, trafugata da ignoti nel 1979.

Nella seconda metà del XIX secolo il Santuario fu oggetto di diversi interventi: fu realizzata la gradinata che sale alle Grotte; l'ingresso, che si trovava tra la prima e la seconda grotta, venne arretrato all'ingresso della prima grotta; videro la luce l'Altare maggiore e i due altari laterali; inoltre, furono costruite sotto il campanile alcune stanze per l'abitazione del Cappellano. Altri lavori di restauro sono stati eseguiti nel corso del 2004.

Il 30 novembre 1916 il Santuario venne elevato a Parrocchia con la denominazione "Parrocchia Santa Maria della Grotta di Praia". È rimasta chiesa parrocchiale fino al 1958 quando fu inaugurata a Praia la nuova chiesa dedicata al "Sacro Cuore". Dal 27 agosto 1977, su iniziativa dell'allora vescovo della Diocesi di Cassano Jonio monsignor Domenico Vacchiano, su interessamento del cardinale Agostino Casaroli (all'epoca Segretario di Stato Vaticano) il Santuario e la Parrocchia di Santa Maria della Grotta furono affidati alla cura pastorale dei Padri della Congregazione dei Figli di Santa Maria Immacolata. In questi ultimi anni dalla Parrocchia Madre sono nate altre due parrocchie: "San Paolo Apostolo" nella zona industriale (nell'anno 1986) e "Gesù Cristo Salvatore" in località Foresta (nell'anno 1997).

L'importanza architettonica, culturale, storica e religiosa del santuario praiese è insita nell'originalità ed unicità del complesso rupestre e nelle sue radici secolari: il Santuario, ancor prima di essere elevato a Chiesa ed a sede del culto mariano, ha avuto una storia antropica e religiosa di rilievo. Come infatti attestano gli scavi e gli studi effettuati nel 1960 dall'Istituto Italiano di Paleontologia Umana dell'Università di Roma, le grotte da cui il Santuario mutua la denominazione sono caratterizzate da una sequenza stratigrafica che va dal Paleolitico superiore al periodo storico della tarda Età romana, come comprovato da ritrovamenti che vanno da utensili in pietra a reperti in ceramica.

La storia religiosa del Santuario iniziò, invece a partire dal X secolo con la presenza dell'eremitismo bizantino, consolidandosi intorno al secolo XII, quando si cominciò a venerare la statua lignea raffigurante la Madonna col Bambino (poi vigliaccamente trafugata), portata in questo luogo probabilmente dagli stessi profughi orientali fuggiti alla lotta iconoclasta. I primi documenti in cui il Santuario viene citato come "Santuario della Madonna della Grotta" risalgono all'inizio del XVI secolo. Nello stesso periodo (1520) venne eretta nella grotta più grande una cappella sul cui altare fu collocata una statua di marmo bianco, attribuita a Giacomo Cagini o alla scuola caginesca siciliana, con il titolo di Madonna della Neve.

Altrettanto nobile e antica (come attesta il sito ufficiale www.madonnadelpettoruto.it) la storia del Santuario della Madonna del Pettoruto, sito in San Sosti, promosso a Santuario regionale dalla Conferenza episcopale calabra: eretto nel 1274 dice il Barillaro, ad iniziativa dell'Abbazia di Acquaformosa, fu ampliato tra il 1633 e il 1646; distrutto dal terremoto del 1783 e ricostruito nel 1834, fu restaurato alla fine dell'Ottocento e poi nuovamente rifatto e ampliato tra il 1920 ed il 1929. Altre fonti storiche accennano ad una dipendenza del Santuario del Pettoruto dalla "grancia" cistercense del Monastero Abbaziale di Acquaformosa fin dal 1226; da grancia divenne Commenda nel 1348 ed infine Concistoriale nel secolo XVII. È a questo periodo che si rifanno alcuni manoscritti, come quello del canonico Cristofaro e dell'arciprete Cerbelli, che narrano del ritrovamento della statua, ricavata sulla pietra da un latitante di Altomonte, Nicola Mairo che, nel desiderio ardente di vedere riconosciuta la sua innocenza, la scolpiva così come la vedeva: soffusa da un mistico e materno sorriso con gli occhi grandi dallo sguardo penetrante, dal volto ampio e riposante che ispira materna fiducia. La statua della Madonna fu ritrovata dal pastorello sordomuto di Scalea, Giuseppe Labazia, che sentendosi chiamato per nome da una voce di donna, la scoprì tra gli elci; per prodigio riacquistò l'udito e la parola e fu il primo a praticare e a divulgare la devozione alla Madonna. Fu costruita una piccola cappella che in seguito fu ampliata fino all'attuale grandioso edificio elevato a Basilica da Giovanni Paolo II nel 1979.

La significativa ricchezza paleo-antropologica dei due Santuari, unitamente al loro valore storico e culturale, alla luce dei pericoli di ordine ambientale e di sicurezza cui gli stessi sono esposti, rendono necessario intraprendere iniziative che valgano da un lato a preservare l'esistente, e dall'altro a valorizzarlo ai fini di una crescita sociale ed economica dell'intero comprensorio, facendone risorsa di pregio non solo del popolo calabrese, quanto dell'umanità intera, se possibile sotto l'egida dell'Unesco.

A questo tende questo progetto di legge, che individua nello strumento della Fondazione (aperta alla collaborazione ed al contributo imprescindibile di Regione, Soprintendenza ai beni architettonici e culturali, Diocesi e Comuni interessati) quello giuridicamente più idoneo a cogliere i risultati fissati.

In particolare:

l'articolo 1 si indicano le finalità perseguite;

l'articolo 2 enuclea gli obiettivi;

l'articolo 3 delinea la fisionomia del capitale costitutivo della fondazione;

l'articolo 4 disciplina modalità di costituzione e attività dell'ente;

l'articolo 5 indica i componenti del consiglio di amministrazione;

l'articolo 6 si sofferma su ruolo e composizione del comitato scientifico; 

l'articolo 7 regolamenta i rapporti istituzionali;

l'articolo 8 norma finanziaria;

l'articolo 9 contiene norme di chiusura ed attuazione.

Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 4 della presente legge, quantificati per l'esercizio finanziario 2012 in euro 10.000,00 si provvede per l'anno in corso con la disponibilità esistente all'UPB 8.1.01.02 — capitolo 7001201 — inerente a "Fondo occorrente per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si perfezioneranno- dopo l'approvazione del Bilancio, recanti spese di investimenti" dello stato di previsione della spesa del bilancio per l'anno 2012, che viene ridotta del medesimo importo.



Art. 1

(Finalità)



1. La Regione Calabria, in attuazione dei principi statutari e nel rispetto delle proprie competenze, promuove l’istituzione della «Fondazione dei Santuari Mariani del Tirreno e dell'Esaro», di seguito denominata fondazione, persona giuridica con sede presso la Curia vescovile di San Marco Argentano-Scalea.



Art. 2

(Obiettivi)



1. La fondazione ha lo scopo di promuovere la cultura del pellegrinaggio autoctono, di valorizzare i percorsi di fede, il pregio storico, architettonico, artistico e culturale degli antichi santuari della Madonna della Grotta, di Praia a Mare, e della Madonna del Pettoruto,  di San Sosti.

2. La fondazione promuove altresì con le altre istituzioni interessate l'inserimento dei due siti nel patrimonio UNESCO.



Art. 3

(Patrimonio della fondazione)



1. Il patrimonio della fondazione è costituito:



a) dal contributo in denaro indicato nell'atto costitutivo e versato dai fondatori nonché da ulteriori incrementi diretti ad accrescere il patrimonio;

b) da conferimenti, donazioni di beni mobili e immobili, somme, contributi, eredità, lasciti, liberalità e introiti di qualsiasi genere da parte dei Fondatori, di altri enti pubblici e soggetti privati;

c) dai contributi versati dai fondatori;

d) dai proventi derivanti da qualsiasi attività svolta dalla fondazione.



Art. 4

(Costituzione e attività della fondazione)



1. Il Presidente della Giunta regionale compie gli atti esecutivi necessari per concorrere alla costituzione della fondazione e per l’adesione della Regione Calabria come socio fondatore, provvedendo, previa deliberazione della Giunta regionale, alla sottoscrizione dell'atto costitutivo e al versamento della somma stanziata a titolo di dotazione iniziale.

2. Alla costituzione della fondazione partecipano con la qualifica di soci fondatori:



a) la Regione Calabria;

b) il Comune di Praia a Mare;

c) il Comune di San Sosti;

d) la Diocesi di San Marco Argentano-Scalea.



3. La Giunta regionale accerta che lo Statuto della fondazione è conforme alle norme di legge in materia e alle finalità della presente legge.

4. Le modalità di partecipazione della Regione e degli altri soggetti pubblici e privati nel consiglio di amministrazione sono indicate nello Statuto della fondazione.



Art. 5

(Consiglio di amministrazione)



1. La Fondazione è amministrata da un consiglio d'amministrazione, i cui componenti operano a titolo gratuito, secondo quanto disposto dallo Statuto.

2. Sono membri di diritto del consiglio d'amministrazione:



a) il Presidente pro-tempore della Regione Calabria, o un suo delegato;

b) il Vescovo pro-tempore della Diocesi di San Marco Argentano-Scalea o un suo delegato, che assume le funzioni di presidente;

c) i rettori dei due santuari, o un loro delegato;

d) i Sindaci pro-tempore dei Comune di Praia a Mare e del Comune di San Sosti, o un loro rispettivo delegato.



Art. 6

(Comitato scientifico)



1. Secondo il disposto di cui al comma 5 dell'articolo 3 della legge regionale 19 aprile 1995, n. 20, la programmazione delle attività della fondazione è curata da un comitato scientifico, i cui componenti operano a titolo gratuito; composto:



a) il Soprintendente ai beni architettonici e culturali della Calabria, o un suo delegato;

b) dal Dirigente del Settore Cultura della Regione Calabria, o un suo delegato;

c) da due eminenti studiosi della materia designati dal Consiglio d'Amministrazione.



Art. 7

(Rapporti istituzionali)



1. La fondazione instaura rapporti istituzionali con le fondazioni, enti ed istituzioni che perseguono analoghe finalità.



Art. 8

(Norma finanziaria)



Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 4 della presente legge, quantificati per l'esercizio finanziario 2012 in euro 10.000,00 si provvede per l'anno in corso con la disponibilità esistente all'UPB 8.1.01.02 — capitolo 7001201 — inerente a "Fondo occorrente per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si perfezioneranno dopo l'approvazione del Bilancio, recanti spese di investimenti" dello stato di previsione della spesa del bilancio per l'anno 2012, che viene ridotta del medesimo importo.



Art. 9

(Entrata in vigore)



1. La presente legge è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Calabria.





















  

mercoledì 2 maggio 2012

Comizio in localita' Laccata della Lista Uniti RilanciAMO PRAIA



Buona sera a tutti.

Per iniziare bene questo mio breve intervento, ho preso a prestito una frase  del presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 1978 al 1985, Sandro Pertini definito come il "presidente più amato dagli italiani".

La frase, riportata anche nel nostro programma elettorale, è la seguente:

dico al mio avversario: io combatto la tua idea che è contraria alla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu la tua idea la possa esprimere sempre liberamente”.

Parole sante, aggiungo io, e soprattutto “reali” cioè strettamente attinenti alla nostra volontà.

La volontà di tutti i componenti della lista “Uniti RilanciAmo Praia”. A noi stessi e per noi stessi dobbiamo dimostrare di voler cercare una nuova via di progresso, basata sull’interesse comune e sul reciproco rispetto, ed a coloro che cercheranno di seminare la discordia dobbiamo dire che un uomo si giudica in base a ciò che è stato in grado di costruire, non di distruggere. Ed a coloro che si aggrappano al potere con l’inganno dobbiamo dire: siete dalla parte sbagliata della Storia!!


Noi non facciamo  un discorso “contro”, ma  un discorso “per”, nel quale non si parla degli avversari politici, se non “pacatamente”, nel quale si richiamano grandi modelli ispiratori, uomini che hanno lavorato per il cambiamento.

Il nostro è un discorso per Praia e per i suoi cittadini, per tutti i cittadini di Praia a Mare, qualunque sia l'appartenenza sociale, ideologica, politica ed economica. I diverbi politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non hanno più senso di esistere. La domanda che ci dovremmo porre oggi non è se la futura amministrazione sia troppo vecchia o troppo giovane, ma se funzionerà: se aiuterà le famiglie a trovare lavori con stipendi decenti, se aiuterà i nostri anziani ad avere pensioni che possano realmente offrire la dignità di sentirsi parte di una comunità di cui si ha cura; senza privilegi. E quelli di noi che gestiscono i soldi pubblici saranno chiamati a renderne conto: a spendere saggiamente, a riformare le cattive abitudini, e fare il loro lavoro alla luce del sole, perché solo allora potremo restaurare la fiducia fra chi amministra e chi viene amministrato.

In questi giorni di campagna elettorale sto incontrando molte persone e quando qualcuno mi chiede quale sarà il mio impegno in politica se verrò eletto, rispondo semplicemente: “rimarrò me stesso” una persona sempre disponibile. L’ impegno politico non elimina certamente la mia sensibilità e spontaneità personale;

quello che ha determinato la mia scelta di partecipare a questa competizione elettorale è stato dettato dalla convinzione che la politica ha tale forza che o si contribuisce a determinarla o la si subisce;

a voi, amiche e amici di contrada Laccata, che vi sentite trascurati o addirittura abbandonati, da chi ha sottovalutato i problemi della zona, dico chiaramente che se verrò eletto, sarò presente in questa contrada, così come ho fatto da “semplice” cittadino nel 2003, mi riferisco alla complessa situazione verificatasi, nel comune di Tortora, presso la  galleria Castiglione, chiusa al traffico per oltre due anni, per problemi di stabilità della volta, che era diventata una specie di cassa di risonanza per i vari “personaggi” che, profittando della situazione, in svariate occasioni, facevano comparire su giornali alcuni articoli che lasciavano intravedere soluzioni mai portate a termine. Molti di voi ricorderanno certamente i notevoli inconvenienti sul fronte del traffico veicolare, anche di mezzi pesanti, che transitavano da questa contrada. Pochi sanno, però, del  mio interessamento per la riapertura della galleria. In  qualità di iscritto dell’Udc mi rivolsi alle segreterie regionale e provinciale del mio partito, le quali a loro volta, chiesero  l’intervento dell’allora vice ministro ai trasporti e alle infrastrutture, On. Mario Tassone, grazie al quale fu, finalmente, sbloccata la situazione che, nei meandri dell’iter burocratico, rischiava invece di protrarsi chissà per quanto tempo.

Questa è la  politica concreta!

Siamo tutti stanchi di sentire proclami elettorali speziati da volgarità in brutta mostra. Alle persone non sempre servono le parole . I fatti, l'aiuto concreto dato a chi ne ha bisogno, questo serve!




Vorrei terminare con la questione Ospedale di Praia a Mare. Ho promosso, insieme ad altri amici, un comitato  per difendere le sorti del nostro Ospedale. Nel mese di gennaio del 2011 parte la corsa disperata contro il tempo. Il Comitato si incontra, chiede aiuto alla cittadinanza praiese ed ai politici Calabresi, ma anche alle amministrazioni comunali dell’alto tirreno cosentino, interessate anch’esse alla sopravvivenza dell’ospedale di Praia a Mare. Ci si continua ad incontrare, ad informare la gente, a raccogliere oltre 10.000 firme da spedire a Scopelliti ed alla sua giunta, ma arriva la doccia fredda: sul nosocomio praiese pende già una condanna a «soppressione tramite graduale dismissione». Pertanto, sull’emergenza legata alle sorti dell’Ospedale, abbiamo visto con chiarezza che il nostro territorio, privo di rappresentanti politici regionali, è diventato il punto più indifeso di tutta la Calabria.

Con questo voglio dire che noi tutti, abbiamo il dovere di custodire il patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri e dalle nostre madri e per farlo dobbiamo essere guidati ancora una volta da principi eticamente e moralmente sani poiché solo in questo modo possiamo affrontare le vecchie e nuove minacce; e poiché questo richiederà sforzi ancora maggiori, ancora maggiore dovrà essere la cooperazione e la reciproca comprensione fra tutti noi. Il tempo di stare fermi, di proteggere interessi meschini e rimandare le decisioni sgradevoli, quel tempo di sicuro è passato. A partire da oggi, dobbiamo tirarci su, rimetterci in piedi e ricominciare il lavoro per rilanciare Praia.

È  arrivato il momento di riaffermare la grandezza della nostra Praia a Mare che rimane uno dei paesi più belli della Calabria! ma capiamo tutti che la grandezza non va mai data per scontata. Bisogna guadagnarsela. Ed ecco perché il nostro viaggio non sarà fatto di scorciatoie che sono il sentiero per i deboli in cerca di ricchezze e celebrità; sarà  invece il percorso di chi corre rischi, di chi agisce, di chi produce, di chi fatica. 

Possiamo farlo. E lo faremo. 
                                               UnitiRilanciamoPraia