Ho promosso, insieme ad altri amici, un comitato per difendere le sorti del
nostro Ospedale. Nel mese di gennaio del 2011 parte la corsa disperata contro
il tempo. Il Comitato si incontra, chiede aiuto alla cittadinanza praiese ed ai
politici Calabresi, ma anche alle amministrazioni comunali dell'alto tirreno
cosentino, interessate anch'esse alla sopravvivenza dell'ospedale di Praia a
Mare. Ci si continua ad incontrare, ad informare la gente, a raccogliere oltre
10.000 firme da spedire a Scopelliti ed alla sua giunta, ma arriva la doccia
fredda: sul nosocomio praiese pende già una condanna a «soppressione tramite
graduale dismissione». Pertanto, sull'emergenza legata alle sorti
dell'Ospedale, abbiamo visto con chiarezza che il nostro territorio, privo di rappresentanti
politici regionali, è diventato il punto più indifeso di tutta la Calabria.
Con questo voglio dire che noi tutti, abbiamo il dovere di custodire il patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri e dalle nostre madri e per farlo dobbiamo essere guidati ancora una volta da principi eticamente e moralmente sani poiché solo in questo modo possiamo affrontare le vecchie e nuove minacce; e poiché questo richiederà sforzi ancora maggiori, ancora maggiore dovrà essere la cooperazione e la reciproca comprensione fra tutti noi. Il tempo di stare fermi, di proteggere interessi meschini e rimandare le decisioni sgradevoli, quel tempo di sicuro è passato. A partire da oggi, dobbiamo tirarci su, rimetterci in piedi e ricominciare il lavoro per rilanciare Praia.
Con questo voglio dire che noi tutti, abbiamo il dovere di custodire il patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri e dalle nostre madri e per farlo dobbiamo essere guidati ancora una volta da principi eticamente e moralmente sani poiché solo in questo modo possiamo affrontare le vecchie e nuove minacce; e poiché questo richiederà sforzi ancora maggiori, ancora maggiore dovrà essere la cooperazione e la reciproca comprensione fra tutti noi. Il tempo di stare fermi, di proteggere interessi meschini e rimandare le decisioni sgradevoli, quel tempo di sicuro è passato. A partire da oggi, dobbiamo tirarci su, rimetterci in piedi e ricominciare il lavoro per rilanciare Praia.
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