mercoledì 24 dicembre 2014

Al Santuario la tradizionale messa della notte di Natale


È il momento più intenso e spirituale dell’anno, la notte di Natale, quella in cui desideriamo che l’atmosfera sia davvero adatta alla nostra sensibilità.Notte di affetti, di emozioni da condividere. Per queste ragioni la messa di mezzanotte non è soltanto «tradizione» o «precetto», ma deve rispondere al desiderio di tornare a casa un po’ più «ricchi», con qualcosa da meditare, sereni per aver goduto di un’atmosfera intensa, magari immersi nella bellezza di un luogo storico, come quello del nostro Santuario Madonna della Grotta.



C'era una grotta.........le pecorelle e i pastori.......... ..gli zampognari..... 
alleluia è nato il bambino nella grotta della vita...........



mercoledì 10 dicembre 2014

Auguri di Buon Feste !!



Un grazie e un caloroso abbraccio fatto col cuore a voi e ai vostri cari. Spero che possano esaudirsi tutti i vostri desideri; gioia e serenità regnino sovrane nelle vostre case.

                  
             Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!!
                                                                                                                           



lunedì 6 ottobre 2014

RISCOPRIRE IL PASSATO PER COSTRUIRE IL FUTURO.

di Giovanni Celico

Un antico saggio affermava che una comunità, per poter vivere, ha costantemente bisogno di “riscoprirsi” e, in questa ottica, grande importanza hanno i due incontri che l’Amministrazione comunale, si è impegnata a portare a compimento.
Per inciso, quest’anno, il Museo cittadino “compie” i primi venti anni di vita e l’Amministrazione, con un atto deliberativo del dicembre 2013, aveva ipotizzato, per consacrare l’evento, una “Mostra permanente nella sala consiliare” e un’altra nella richiamata struttura museale, notizie tutte riportate dalla stampa, l’Eco del 15 gennaio 2014 a pag. 18, il Diogene Moderno, Il Quotidiano, ecc.
Per poter tagliare positivamente questo traguardo, non semplice, vi è stato il fattivo impegno di Biagio Praticò, davvero un’opera meritoria e disinteressata, sul lato storico ed organizzativo, di Salvatore Pepe, per la parte artistica, e l’aiuto esterno di Tore Esposito e tutti si ringraziano per la disponibilità dimostrata.
L’idea, sorta per caso, l’anno scorso, nel ricordo di una fugace visita effettuata anni or sono al Municipio di Catanzaro, ha come obiettivo quello di far riscoprire, a mezzo di immagini, una parte importante del nostro comune passato, anche recente, per poter affrontare, questo è l’augurio, un futuro, oltre la memoria, migliore per tutti.
L’arco che si è inteso rivisitare, in questo autunno del 2014, e che da domani sarà a disposizione, visivamente, riguarda i primi cittadini dal 1928 ad oggi, mentre, a stampa, in un libretto molto bello, saranno richiamati anche i consiglieri comunali, che, dal marzo del 1946 ad oggi, si sono succeduti e che la cronaca ha consegnato o sta consegnando ormai alla storia.
Si proseguirà, se possibile, nel 2015, con il recupero di “antiche foto di Praia” da conservare nel Museo e questa sera, in tale prospettiva, desidero fare una donazione, che consegno alla direttrice della struttura.
E’ una offerta piccola e modesta ma spero che possa servire a “smuovere”, già per l’anno prossimo, tanti altri generosi in modo da poter creare un “fondo” ricco e significativo per le generazioni che verranno e per i visitatori.

Nel 2016, nella e per la ricorrenza del centenario della istituzione della parrocchia, sicuramente anche Don Franco si “spenderà” al meglio e quasi certamente leggeremo  un libro di Maria Giuditta Garreffa.
Altri ricercatori, per “costruire gli eventi” locali, nei loro diversi aspetti, sicuramente si impegneranno a mettere insieme, speriamo quando prima, i quadri che si possono riferire, ad esempio, ai sacerdoti e ai religiosi che hanno retto parrocchie e santuario  nonché quello delle suore, dei “maestri elementari” e degli insegnanti della media-ginnasio-liceo, dei carabinieri e dei finanzieri locali, dei ferrovieri, delle ciurme marinare, dei lavoratori e degli operatori del crine vegetale (ricordo in questo settore un personaggio del tutto dimenticato don Bastiano De Lisi: “est un paese copiativo”), dei calciatori nostrani (Tonino Maffeo e Menotti Greco), dei medici comunali (Lanza, Giugni e Nappi) e di quelli ospedalieri (Nino Contino, Serafino Molinari, ecc.,), degli artisti (il tenore Antonio Anastasio), ecc.

Dunque una valorizzazione o una rivalorizzazione di una parte fondamentale della storia collettiva, in questo tempo che cambia così rapidamente e che, a volte, fa perdere, anche nel ricordo, alcuni “punti” fondamentali della nostra vita comunitaria.
In questi ultimi giorni, sono stato avvicinato per una spiegazione del termine “isola Dino”: ho sottolineato quello che è un richiamo condiviso da molti studiosi e cioè che essendoci stato, sul nostro scoglio, un tempietto a Venere, una “aedina”, dai rifugiati marateoti degli inizi dell’ottocento il materiale fu utilizzato per scopi diversi (si inabissò anche la statua di S. Biagio poi recuperata), il nome dell’isola nel corso dei secoli è diventato appunto “Dino”!
Quando “entrerete”, domani sera, nella sala del consiglio comunale e leggerete poi l’opuscolo predisposto mi auguro davvero che sull’onda del ricordo, soprattutto per quelli più avanti negli anni, la nebbia della dimenticanza si diradi e che si possa ripercorrere, con la fantasia, un “piccolo viaggio” tra le case, le vie, le piazze, le chiese, gli alberi nostri per individuare personaggi e avvenimenti e che i più giovani possano riscoprire almeno il “gusto” di “domandare” quale comunità c’è stata alle spalle e quale piazza sarà possibile costruire.
La città non deve essere solo abitata ma vissuta, perché altrimenti non sarà amata completamente: sarà forse soltanto luogo di scambi e di calcoli economici, stazione di transito, come è stata in varie epoche (fine 1800 con il passaggio della ferrovia, la parentesi tra le due grandi guerre e la industrializzazione), spazio da usare e sfruttare, ma non avrà una memoria da preservare.
Invece dovranno diventare, Praia e i “paesi vicini” che hanno condiviso una parte di storia, quelli che ruotano in questa area, con le loro mura e i loro rioni, “luoghi stabili di ricordi e di futuro”.
Alcune notizie che spero possano interessare, a partire proprio dal 1928: è l’anno nel quale nacque, con Praia, Aieta e Tortora, un unico comune, con centro Praia a Mare, ove “funzionava” la “cava in pietra” di Tommaso Nappi, mentre da qualche anno (otto per la precisione) era “andato in funzione” pure il cimitero locale (dono di Caterina e Pasquale Longo).
La superficie totale dei tre agglomerati era di Km. quadrati 120 circa e gli abitanti 5.466 unità (Praia ne contava 900 al centro, 300 alla Foresta e 200 nelle case sparse per un totale di 1.400 persone, mentre Ajeta aveva 1.928 abitanti e Tortora 2.138) e fu dato incarico all’ing. Ernesto Castaldi di Trebisacce per il Piano Regolatore della nostra marina.
Il primo segretario del neo-costituito comune fu, a Praia, Gennaro Nicodemo, mentre applicati di segreteria, ad Ajeta, Angelo Lomonaco e, a Tortora, Giuseppe Salmena.
Medici condotti: Giovanni Candia per Ajeta, Biagio Pucci per Tortora e Gioacchino Nappi per Praia, ove “operava” il maresciallo dei carabinieri Giovanni Scandurro.
Levatrici: Anna Conte a Tortora, Atonia De Lucia ad Aieta e Palmira Bettoni di Rotonda a Praia.
Nel 1928 era Provveditore agli Studi di Cosenza il comm. Mario Servetto e Prefetto il comm. Agostino Guerrise, vice-prefetto il cav. Giuseppe Lepore, mentre era “Pretore reggente” a Verbicaro, con giurisdizione sui comuni del circondario, l’avv. Agostino Zangara e vice-pretore l’avv. Albino Senise.
I Reali d’Italia, nella primavera del 1928, transitarono, su un treno proveniente da Roma, per tutte le stazioni della tratta ferroviaria e si fermarono a Paola.
Alcuni film, muti, furono “Addio mia bella Napoli”, “Mare nostrum”, “Resurrezione”, “Violette imperiali” ed era una stella del cinema Dolores Del Rio.
Nel 1928 si tennero le Olimpiadi di Amsterdam e il Torino vinse il 28° campionato di calcio, mentre si concluse, con una pesante condanna, il processo a carico di Antonio Gramsci.
Era in esercizio, lo fu ancora per poco, il consiglio comunale di Ajeta, ove sedevano Eugenio De Paola, Giuseppe De Pasquale, Giovanni Cuomo e Ruggero Lomonaco della borgata Praia.
Venti mesi prima era stata acquistata alla marina “casa Filardi”, quella grande costruzione ai piedi della scalinata della Grotta, che fu adibita ad edificio scolastico (alcuni di noi hanno proprio lì frequentato le elementari) e che fu utilizzata, per lungo tempo, come sede degli uffici comunali, della banda musicale, ecc.
A Praja fu installato un campo di aviazione militare nell’area dove oggi sorge il Campo Sportivo “Mario Tedesco” e si aprì la Cassa Rurale “S. Maria della Grotta”.
Si costituì una società per il commercio e la salamoia dei cedri la VI.CE.GI.MA.NA. (Viscido, Cernicchiaro, Giugni, Massara e Nappi) e fu edificato il Monumento ai caduti nella Grande Guerra (bisognerà restaurare la grande fotografia esistente in comune).
La pubblica illuminazione era assicurata, nella nostra marina, da 46 fanali affidati alle cure di Domenico Briante, mentre incominciò ad operare la Società Anonima Idroelettrica di Aieta e il 12 maggio 1928 si deliberò di appaltare la pubblica illuminazione di Praia che andò pienamente in funzione intorno al 1930.
Il 15 agosto del 1928 “suonò” per la prima volta in pubblico la banda musicale praiese, sotto la guida del direttore Domenico Zazzeri, che eseguì “Il Trovatore” (nello stesso anno si costituì pure a Tortora la banda musicale locale) .
Sul versante della emigrazione che tanti parenti, amici, conoscenti ha “portato” in terre lontane, si ricordano, come esempi di un fenomeno che per decenni, con “punte” abbastanza rilevanti proprio nel 1928-1930, almeno fino agli anni ’50 dell’altro secolo, ha interessato l’alto Tirreno cosentino, due ormai ex ragazzi, Amedeo Mollo e Ercolino De Angelis, che, negli anni ’50 del novecento, dal Fumarlo, si diressero il primo in Australia e il secondo in Brasile.
Gli anni successivi, dopo la seconda guerra mondiale, segnarono con la ricostruzione, per Praia, un notevole sviluppo: centrali furono, prima, le iniziative industriali di Pasquale Viscido, la SAGINALFA, e, poi, dal 1952, le Tessili Rivetti, con centinaia di addetti (ricordiamo, per tutti, insieme ai tanti locali, Taricco, Ceccatelli, Barbero, Fiorini, Wolf, Fiorillo, Coppa, Mazzia, Mori, Riscaldi, Rossetti, Garella, Ambrosio, Alberano, Cicalese, Guagliano, Campagna, ecc.) e l’indotto che naturalmente si creò, nonché l’affermarsi del turismo, l’apertura del Jolly Hotel, della catena Marzotto, che diventò sempre più un fenomeno di massa e l’andata in esercizio, nel 1971-1972, dell’Ospedale Civile.
Agli inizi degli anni ’60, appena sposati, “si fermarono” in zona, ospiti del marchese Alessandro Cosentini d’Ajeta, i reali del Belgio, Paola Ruffo di Calabria e il marito, in viaggio di nozze, che sono ritornati, l’altro giorno, per mare, lungo la costa.
Per la cronaca, a celebrare il matrimonio civile di don Alessandro, nei primi anni ’70, fu proprio l’attuale sindaco di Ajeta, rag. Giovanni Ceglie, già allora primo cittadino!
Adesso bisogna ripartire, le due serate di questo 2014 e dei prossimi anni saranno importanti anche in una tale prospettiva, pur conoscendo le difficoltà: è necessario dunque e comunque, muovendo questi passi, immaginare un futuro che possa appunto consentire alle generazioni, soprattutto le nuove, di poter guardare avanti, magari senza dover necessariamente emigrare.
Coraggio dunque a Praia e a tutta la zona in modo che ci sia un domani degno di essere vissuto: questa esperienza che stiamo vivendo, insieme, e le prossime, che speriamo di condividere tutti, così le abbiamo immaginate e pensate, siano dunque e soprattutto un “segno tangibile di speranza” e perciò, nel ringraziare ancora il Sindaco, Antonio Praticò, e tutta l’amministrazione locale, nonché i vertici del Museo, per come e per quanto operato e opereranno in tal senso, auguriamo che il tutto non passi invano ma lasci un segno profondo e duraturo nell’animo della comunità nostrana.

  









mercoledì 24 settembre 2014

Lettera aperta al neo-commissario per la sanità, gen. Luciano Pezzi

Egr. Commissario,

siamo il Comitato civico per la difesa dell’Ospedale di Praia a Mare  che  dal 2011, a seguito di una sorta di accanimento contro il Presidio praiese, si è costituito con  lo scopo di mettere in evidenza questioni fondamentali quali il diritto alla salute degli oltre sessantamila cittadini di questo territorio che nel periodo estivo supera le trecentomila presenze.
La  chiusura o come viene definita la “riconversione dell’Ospedale di Praia a Mare in casa della salute ” ha determinato la cancellazione di migliaia  di prestazioni sanitarie di vario genere con conseguenze sulla salute dei malati e con oneri aggiuntivi dovuti, spesso, al ricorso alle strutture private o alla mobilità sanitaria interregionale che si traduce in un supplementare aggravio di spesa anche per la regione Calabria.
Con la riconversione, infatti, l’utenza dell’intero territorio dell’Alto Cosentino è stata gravemente penalizzata e costretta ad ulteriori difficoltà, a causa della distanza da altre strutture ospedaliere capaci di fornire gli stessi servizi.
Abbiamo deciso , ancora una volta, di mobilitarci perché nella nostra Regione continuiamo a riscontrare troppe e inaccettabili differenze nella qualità dell’assistenza sanitaria. Da provincia a provincia sono esagerate le discrepanze territoriali. Se facciamo un paragone con la provincia di Reggio Calabria, constatiamo una profonda discordanza tra il territorio reggino e quello cosentino.
Per andare da Locri a Siderno, in macchina, si impiegano meno di 10 min.  In entrambi i comuni c'è l’Ospedale Civile.
Nell’area tirrenica reggina e precisamente nei comuni di Scilla, Gioia Tauro, Rosarno, Polistena, Taurianova e Cittanova insistono sei ospedali (un numero eccessivo rispetto alla popolazione interessata) che servono circa duecentocinquantamila  abitanti. Volendo fare un raffronto tra l’area tirrenica reggina con quella cosentina si può riscontrare l'abissale disparità tra i due territori. Tutto questo è ingiusto e inaccettabile ed è in palese contrasto con gli articoli 3 e 32 della Costituzione che sanciscono l’uguaglianza dei cittadini e la salute come diritto.
Da Praia a Mare per raggiungere l’Ospedale di Cetraro (CS) normalmente si impiegano quarantacinque minuti, mentre per raggiungere l’Ospedale di Lagonegro (PZ) si impiegano trenta minuti. Nel periodo estivo in entrambe le direzioni i tempi di percorrenza raddoppiano. Quando abbiamo evidenziato questo disagio qualcuno ha avuto l’ardire di sostenere che recarsi a Cetraro o a Lagonegro in provincia di Potenza (struttura che non appartiene alla nostra regione), non è poi un così lungo viaggio, non potendo avere ogni cosa nel proprio giardino. Nulla di più falso! Questa è demagogia, quando si è in gravi condizioni di salute, o quando si ha il timore di esserlo, anche il tratto di strada che ci separa dal nostro medico curante, carico com’è di ansia e preoccupazione, assume i contorni del lungo viaggio … Spesso un intervento tempestivo può salvare la vita!
Detto ciò,  Le chiediamo nella Sua veste di Commissario ad acta della sanità calabrese, di riaprire il confronto con le istituzioni del territorio dell’alto Tirreno cosentino, sulla decisione adottata per l’Ospedale di Praia anche alla luce della sentenza del Consiglio di Stato del 14/11/2013 che ha annullato il Decreto n. 18/2010 dell’ex governatore ed ex commissario per la sanità calabrese Giuseppe Scopelliti ed ha disposto la riapertura dell’Ospedale di Praia a Mare.

Praia a Mare li 23 settembre 2014                                                                


Ugo Manco portavoce del Comitato 


domenica 21 settembre 2014

Praia a Mare 15 agosto 2014 - Festeggiamenti in onore della Madonna della Grotta

Un racconto di fede e  di  emozioni.                                                                                                                                      

   




La grande festa tradizionale. 

La festa Patronale del 15 Agosto, nel cuore dell’estate è sempre l’appuntamento più importante per il nostro paese. Seppure nella sua tradizione, è la festa che rappresenta per l’intera comunità, un punto di collegamento tra passato e presente, e che offre, sempre, momenti di riflessione per sentirsi fortemente uniti dai grandi valori cristiani.Del resto, è l’unico momento dell’anno in cui tutta la comunità praiese s’incontra e si ritrova con i numerosi parenti, studenti e amici emigrati che ritornano per trascorrere le vacanze, per ritrovare gli odori e i sapori inconfondibili della propria terra e il ricordo dei bei tempi perduti.Con questa festa si vuole ricordare e celebrare l'arrivo della Madonna alle grotte del Monte Vingiolo avvenuto il 14 agosto 1326.



Il 15 agosto al Santuario, durante la messa, apparizione di un volto nella parete rocciosa ......sopra la statua della Madonna.





"Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in te", 

Questa celebre affermazione, che apre le Confessioni di Sant'Agostino, esprime efficacemente il bisogno insopprimibile che spinge l'uomo a cercare il volto di Dio.

giovedì 7 agosto 2014

La Scalea - Mormanno


Una politica di rilancio del nostro territorio passa anche attraverso la realizzazione della strada di collegamento Scalea – Mormanno.

L'importante arteria dal costo di 100 milioni di euro servira' a collegare meglio il versante tirrenico con quello del Pollino, della costa Jonica e verso l'autostrada A3.
La Scalea – Mormanno gia’ finanziata per il primo lotto riguarda solo  i comuni di Scalea e Santa Domenica Talao,con fondi APQ con delibera CIPE
n° 138/2002 per un valore di 10 milioni di euro – 
ma  ancora rimane bloccato alla Regione Calabria, nonostante il progetto sia arrivato alla consulta tecnica Regionale (Co.te.r.) in data 13 settembre 2008.


martedì 5 agosto 2014

LA VEDOVELLA


Trama:

Susy, ragazza squillo, giunge in Calabria, da Milano dove esercitava, per prendere possesso di un castello ereditato da un cliente. La proprietà è minacciata di esproprio, ma l'intraprendente prostituta mette in atto tutte le sue arti, comprese quelle professionali, per... addomesticare l'intero consiglio comunale. Non solo conserva così il castello, ma si prende anche l'uomo che le piace un tecnico di alcune fabbriche della zona.


Film girato nel 1964 nei comuni di Praia a Mare  - Tortora - Maratea





                                                                             

                                                                                                                                                             

                                                                                             


    












                                                                                                                                                                                       








martedì 22 luglio 2014

In Corteo per la difesa dell' Ospedale di Praia a Mare

Il caldo non ferma i tantissimi manifestanti. Grande partecipazione al corteo per l’ospedale, organizzato dal Comitato civico per la difesa dell’Ospedale di Praia a Mare.

Nemmeno il caldo di mezza estate ha fermato i cittadini che, ieri pomeriggio, hanno nuovamente  manifestato per rivendicare il mantenimento della struttura sanitaria praiese. Il lungo corteo, aperto dal Comitato civico per la difesa dell’Ospedale di Praia a Mare, ha  paralizzato il centro città e bloccato il traffico sulle vie percorse dai manifestanti prima di  raggiungere piazza Italia.

Presenti rappresentanti istituzionali, politici, sindacali, associazioni, movimenti, giornalisti e tutte le realtà aderenti al comitato civico costituitosi, nel 2011, per supportare la mobilitazione in favore del nosocomio di Praia a Mare. Tanti i turisti e i cittadini provenienti anche dai comuni limitrofi e, tra le autorità, presenti  anche i sindaci di Verbicaro, Francesco Silvestri, e di Aieta, Giovanni Ceglie. Significativa  la partecipazione degli esercenti: molti i negozi con le serrande abbassate in segno di partecipazione  al passaggio del corteo.
 «Questa grande mobilitazione nonostante il caldo – ha esordito il Giornalista Ugo Manco, portavoce del Comitato e Delegato ad intervenire dal palco all’arrivo del corteo – dimostra che nessuno di noi intende abbassare la guardia. Nel suo intervento il portavoce ha poi riassunto le tappe che hanno segnato la ferma mobilitazione del comitato  in difesa dell’ospedale: dalla partecipazione alle iniziative territoriali ai vari incontri organizzati con le forze politiche locali, regionali e nazionali per discutere della rilevanza strategica dell’Ospedale di Praia a Mare rispetto alle esigenze e alle emergenze di un territorio vasto, all'appello lanciato a Gino Strada di Emergency a creare una sua struttura per l'intervento d'urgenza e prestare assistenza alle 60mila presenze, che si quintuplicano durante l'estate, distribuite in una quindicina di comuni, prive di un Pronto Soccorso. Insomma, il comitato ha cercato in questi tre lunghi anni di difendere come ha potuto il diritto alla salute dei cittadini di questo territorio.

Oggi, finalmente, grazie al ricorso presentato dai Comuni di Praia a Mare e Tortora– ha proseguito Manco – il Consiglio di Stato, con propria sentenza, ha dichiarato illegittima la riconversione del Presidio Ospedaliero di Praia a Mare in casa della salute, un motivo in più per continuare la mobilitazione per far riaprire l' ospedale!

L’attenzione del comitato– ha concluso Manco prima di passare la parola ai Sindaci Antonio Praticò e Pasquale Lamboglia – è ora rivolta al lavoro che i Sindaci di Praia e Tortora stanno portando avanti. Tutti uniti vinceremo questa battaglia e il merito sarà di tutti coloro che  per essa si sono spesi. Siamo disposti a riconoscerlo anche a quei politici che, nel frattempo, hanno perso  coraggio e si sono defilati. Non è importante se avanti, di fianco o alle spalle… il comitato c’è e si batterà fino al successo finale.

Le cose in Calabria stanno per cambiare in meglio, a dirlo è stato il sindaco di Tortora, Pasquale Lamboglia, che ha voluto trasmettere alla piazza un cauto ottimismo, riconoscendo alla grande, civile e composta mobilitazione un ruolo determinante, precisando però che bisogna pazientare ancora un po’ per avere delle risposte concrete a favore dell’ospedale. Prima  perché non è stato ancora nominato il sostituto dell'ex Governatore Giuseppe Scopelliti come commissario ad acta per il Piano di Rientro dal deficit Sanitario della sanità calabrese e poi perché  attualmente la regione è priva di un governo legittimato.

Antonio Praticò, Sindaco di Praia a Mare, nel suo intervento ha parlato del momento particolare che sta vivendo il territorio alto tirrenico, in modo particolare nel campo della sanità. Per vostra informazione – ha detto Praticò – vi comunico che tutti noi sindaci, del distretto sanitario, abbiamo sottoscritto un documento , inviato al Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, per il mantenimento  delle cliniche private che rischiano di perdere il finanziamento pubblico. Crediamo che le cliniche private garantiscono in parte quei servizi che l’ospedale di Praia a Mare aveva fornito ad una vasta popolazione prima della riconversione.

Infine Ugo Manco, nel salutare e ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione, ha proposto a tutti i Sindaci del distretto di farsi promotori presso il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, di venire in Calabria per rendersi conto da vicino dello stato delle cose e prendere in mano la situazione.



Praia a Mare lì, 21 luglio 2014                                                                                                  


Il Comitato Civico Pro Ospedale Praia a Mare





Video  -  Servizio TG 3 CALABRIA

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Video  - Rete  Tre Digiesse

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mercoledì 11 giugno 2014

Campagne scavi condotte dall'lstituto Italiano di Paleontologia Umana.

Campagne scavi condotte dall'lstituto Italiano di Paleontologia Umana.
La Grotta del Santuario della Madonna è un’ampia caverna che si apre nella falesia alle spalle di Praia a Mare. Le prime sistematiche ricerche si devono all’Istituto Italiano di Paleontologia Umana di Roma negli anni 1959-1970. Gli scavi hanno messo in luce un potente deposito archeologico di oltre 8m che abbraccia le principali fasi culturali della preistoria peninsulare, dal Paleolitico Superiore alla media età del Bronzo.
Nuovi scavi vengono condotti dal 2002. Il saggio di scavo (area di 4x4,5m) ha attraversato sinora gli strati superiori e medi della sequenza, corrispondenti a 6m di deposito antropizzato, che vanno dall’età storica (frequentazione di età romana tardo-imperiale) al Mesolitico.
I più recenti livelli di età preistorica datano alla media età del Bronzo (1700-1350 a.C.), riferibili alle facies Appenninica e Protoappenninica. Questi strati presentano paleosuperfici abitative, con focolari e buche di palo, che testimoniano la presenza di un vero e proprio villaggio.
Gli strati sottostanti hanno restituito ceramica di facies Laterza (Eneolitico finale - Bronzo antico iniziale; fine del III millennio a.C) seguiti da sottili e continui livelli concrezionati che riflettono una frequentazione sporadica con materiali attribuibili alla facies di Piano Conte (Eneolitico; III millennio a.C.) e alla facies di Spatarella (Neolitico finale, fine IV millennio a.C.).
I livelli sottostanti appartengono al Neolitico recente di facies Diana (IV millennio a.C.) nei quali sono state individuate alcune strutture antropiche (fosse e muro litico). Inferiormente si rinviene ceramica figulina dipinta nello stile di Serra d’Alto mentre lo strato sottostante conserva frammenti di ceramica figulina dipinta nello stile di Cassano e con decorazione tricromica nello stile di Capri. L’insieme di queste ceramiche colloca la frequentazione alle fasi avanzate del Neolitico medio (V millennio a.C).
I sottostanti livelli rivelano la più antica frequentazione neolitica caratterizzata da ceramica con decorazione dipinta a bande rosse nello stile di Passo di Corvo, attribuibile alla fase iniziale del Neolitico medio meridionale (II metà del VI millennio a.C.). Questa frequentazione è caratterizzata dalla presenza di numerose strutture antropiche, quali focolari (di varia tipologia), buche di palo, fosse e un'area di argilla depurata sistemata artificialmente a formare un piano. L'impianto di queste strutture ha fortemente rimaneggiato i sottostanti livelli mesolitici.
La campagna di scavo del 2011 (19 settembre- 1 ottobre del 2011) si è concentrata quindi sull'asportazione delle evidenze neolitiche ancora presenti in un'area ristretta del saggio e contemporaneamente nello scavo dei livelli mesolitici già messi in luce nel 2010.
In particolare, nel settore con evidenze neolitiche, si è proceduto all'asportazione dei livelli di frequentazione (UUSS 366, 548, 582, 623), allo svuotamento delle buche di palo, allo smontaggio di un focolare e allo svuotamento della fossa US 588, scavata quasi interamente nei sottostanti livelli mesolitici, fino ad incontrare, alla base, una grossa pietra piatta (già in posto nel livello mesolitico) che deve aver impedito ai neolitici l'ulteriore approfondimento della buca.
Nell'altro settore la frequentazione mesolitica è testimoniata soprattutto dall'impianto di un focolare a “cuvette” (US 641), da una fossa e da un'area a “chiocciolaio” (US 657) ricca di resti di pasto , in particolare malacofauna (terrestre e marina) e frammenti di carapace, piastrone e ossa di tartaruga (fig.2).
Grotta del Santuario della Madonna_Il focolare e l'area del “chiocciolaio” mesolitico in corso di scavo
Tra l’industria litica sono rari gli strumenti, rarissimi gli strumenti a dorso e i prodotti di scheggiatura laminare e sono presenti di alcuni raschiatoi circolari. Al momento è plausibile l’attribuzione di questa industria litica alla facies dell’Epipaleolitico indifferenziato, già attestata in Italia in altri siti del versante tirrenico centromeridionale e in Sicilia.





 Foto n 1 : scavi dal 1957 al 1970 diretti dal prof. Luigi Cardini.





















                        VIDEO    YOU TUBE          >>>>>>>>>>>>          STORIA SCAVI SANTUARIO


Una serie di scavi e studi effettuati nel 1960 dall’Istituto Italiano di Paleontologia Umana dell’Università di Roma hanno rivelato una sequenza stratigrafica che va dal Paleolitico superiore al periodo storico della tarda Età romana.........................Purtroppo come dice il mio amico Salvatore Pepe………… gli scavi, in questo sito archeologico di importanza mondiale, si sono "conclusi" nel 2005...e i risultati pubblicati sul libro "Praia a Mare-Guida Archeologica" di V. Tinè( dove ha collaborato alla redazione). Da allora tutto tace...peccato

martedì 20 maggio 2014

...Quando a Praia c'era la Fiera dell’Assunta.


In questi ultimi anni a Praia siamo abituati a fiere e mercatini al quanto discutibili e di modeste proporzioni, ma agli inizi del secolo la fiera, organizzata per la prima volta, aveva tutt’altro sapore e veniva affrontata con uno spirito diverso, più allegro e paesano, con allevatori della zona e dintorni, che approfittavano di questa occasione per esporre e vendere il loro bestiame.
Ma possiamo dire che tutta la festa veniva vissuta con uno spirito diverso, dove l’attrazione principale non era il cantante o il gruppo di turno, 
agli inizi del ‘900 le principali attrazioni erano le corse al galoppo,le corse di biciclette,la corsa nei sacchi, il palo della cuccagna, le bande musicali e i fuochi pirotecnici, che venivano riproposti per due se non addirittura per tutti e tre i giorni di festa. 
        Davvero altri tempi.









mercoledì 14 maggio 2014

Praia a Mare.......Un amore cosi grande




Dedicato a chi ama Praia, a chi non l'ha mai rinnegata, 
a chi non l'ha mai dimenticata, a chi la porta nel cuore 
soffre quando la maltrattano.

giovedì 8 maggio 2014

martedì 15 aprile 2014

Fede e teatralità: un connubio carico di emozioni e di pathos


E al via anche quest’anno la Quinta edizione della “Via Crucis” a Praia a Mare, cittadina dell’Alto Tirrenico Cosentino, che rinnova questo memoriale unico e scolpito nel cuore della popolazione: il Cristo, da Dio diventa uomo e muore per il suo popolo, un gesto d’amore, intriso di pathos e silenzio.
Ad essere protagonisti attivi della rappresentazione è l’Associazione “Madonna della Grotta” che si impegna ormai da anni sul territorio praiese promuovendo iniziative volte al coinvolgimento e all’arricchimento culturale per l’intera cittadinanza.
La rappresentazione quest’anno è diretta da Mario Lamboglia, Direttore della testata giornalistica Eco della Basilicata Calabria Campania, che ha messo a disposizione la sua professionalità e le sue competenze coordinando la buona riuscita dell’iniziativa.
Una rappresentazione sì religiosa, ma anche teatrale, un’umanizzazione del Cristo che sofferente porta la sua croce e compie, adempiendo la volontà di suo Padre, ciò che per lui era stato scritto: un cristianesimo, dunque, vivo, sentito, compartecipato e sofferto che coinvolge tutti, permettendo di rivivere, attraverso il teatro, un itinerario d’amore.
Attimi dunque di forte intensità che rivelano la grandezza di un evento creando così un’atmosfera di riflessione e coinvolgimento emotivo e spirituale; interpretazioni vere che fanno della rappresentazione teatrale un’autentica esperienza di fede.



                           
                                                                                 









                                          articolo del 17 aprile 2014 su "l'Ora della Calabria