Campagne scavi condotte dall'lstituto Italiano di Paleontologia Umana.
La Grotta del Santuario della Madonna è un’ampia caverna che si apre nella falesia alle spalle di Praia a Mare. Le prime sistematiche ricerche si devono all’Istituto Italiano di Paleontologia Umana di Roma negli anni 1959-1970. Gli scavi hanno messo in luce un potente deposito archeologico di oltre 8m che abbraccia le principali fasi culturali della preistoria peninsulare, dal Paleolitico Superiore alla media età del Bronzo.
Nuovi scavi vengono condotti dal 2002. Il saggio di scavo (area di 4x4,5m) ha attraversato sinora gli strati superiori e medi della sequenza, corrispondenti a 6m di deposito antropizzato, che vanno dall’età storica (frequentazione di età romana tardo-imperiale) al Mesolitico.
I più recenti livelli di età preistorica datano alla media età del Bronzo (1700-1350 a.C.), riferibili alle facies Appenninica e Protoappenninica. Questi strati presentano paleosuperfici abitative, con focolari e buche di palo, che testimoniano la presenza di un vero e proprio villaggio.
Gli strati sottostanti hanno restituito ceramica di facies Laterza (Eneolitico finale - Bronzo antico iniziale; fine del III millennio a.C) seguiti da sottili e continui livelli concrezionati che riflettono una frequentazione sporadica con materiali attribuibili alla facies di Piano Conte (Eneolitico; III millennio a.C.) e alla facies di Spatarella (Neolitico finale, fine IV millennio a.C.).
I livelli sottostanti appartengono al Neolitico recente di facies Diana (IV millennio a.C.) nei quali sono state individuate alcune strutture antropiche (fosse e muro litico). Inferiormente si rinviene ceramica figulina dipinta nello stile di Serra d’Alto mentre lo strato sottostante conserva frammenti di ceramica figulina dipinta nello stile di Cassano e con decorazione tricromica nello stile di Capri. L’insieme di queste ceramiche colloca la frequentazione alle fasi avanzate del Neolitico medio (V millennio a.C).
I sottostanti livelli rivelano la più antica frequentazione neolitica caratterizzata da ceramica con decorazione dipinta a bande rosse nello stile di Passo di Corvo, attribuibile alla fase iniziale del Neolitico medio meridionale (II metà del VI millennio a.C.). Questa frequentazione è caratterizzata dalla presenza di numerose strutture antropiche, quali focolari (di varia tipologia), buche di palo, fosse e un'area di argilla depurata sistemata artificialmente a formare un piano. L'impianto di queste strutture ha fortemente rimaneggiato i sottostanti livelli mesolitici.
La campagna di scavo del 2011 (19 settembre- 1 ottobre del 2011) si è concentrata quindi sull'asportazione delle evidenze neolitiche ancora presenti in un'area ristretta del saggio e contemporaneamente nello scavo dei livelli mesolitici già messi in luce nel 2010.
In particolare, nel settore con evidenze neolitiche, si è proceduto all'asportazione dei livelli di frequentazione (UUSS 366, 548, 582, 623), allo svuotamento delle buche di palo, allo smontaggio di un focolare e allo svuotamento della fossa US 588, scavata quasi interamente nei sottostanti livelli mesolitici, fino ad incontrare, alla base, una grossa pietra piatta (già in posto nel livello mesolitico) che deve aver impedito ai neolitici l'ulteriore approfondimento della buca.
Nell'altro settore la frequentazione mesolitica è testimoniata soprattutto dall'impianto di un focolare a “cuvette” (US 641), da una fossa e da un'area a “chiocciolaio” (US 657) ricca di resti di pasto , in particolare malacofauna (terrestre e marina) e frammenti di carapace, piastrone e ossa di tartaruga (fig.2).
Grotta del Santuario della Madonna_Il focolare e l'area del “chiocciolaio” mesolitico in corso di scavo
Tra l’industria litica sono rari gli strumenti, rarissimi gli strumenti a dorso e i prodotti di scheggiatura laminare e sono presenti di alcuni raschiatoi circolari. Al momento è plausibile l’attribuzione di questa industria litica alla facies dell’Epipaleolitico indifferenziato, già attestata in Italia in altri siti del versante tirrenico centromeridionale e in Sicilia.
Foto n 1 : scavi dal 1957 al 1970 diretti dal prof. Luigi Cardini.
Una serie di scavi e studi effettuati nel 1960 dall’Istituto Italiano di Paleontologia Umana dell’Università di Roma hanno rivelato una sequenza stratigrafica che va dal Paleolitico superiore al periodo storico della tarda Età romana.........................Purtroppo come dice il mio amico Salvatore Pepe………… gli scavi, in questo sito archeologico di importanza mondiale, si sono "conclusi" nel 2005...e i risultati pubblicati sul libro "Praia a Mare-Guida Archeologica" di V. Tinè( dove ha collaborato alla redazione). Da allora tutto tace...peccato




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