Scendono allora dai paesi montani e provengono da quelli sparsi lungo la linea ferrata i venditori, i mercanti, i curiosi, i compratori, i sensali e soprattutto i pellegrini.Giungono carichi di merci: chi curvo sotto fagotti e valigie, chi menando avanti l’asino trotterellante nella confusione del passaggio ostruito dalla folla, chi sui camions strombettanti, chi sui carri agricoli, chi nelle moderne vetture cariche delle merci più fini. Si allineano lungo il viale alberato, sotto la provvida ombra e si fermano nell’esposizione più disparata di oggetti e di merci, mentre le cretaglie e gli utensili casalinghi si aggruppano sulla spiaggia, accanto alle piccole montagne verdi dei cocomeri succosi. E’ una settimana di confusione, di chiasso, con l’animazione insolita che reca la fiera. Gli abitanti del luogo si ritrovano confusi tra cento, tra mille forestieri. Il paese in quei giorni è dei montanari e della gente delle marine, che dai loro paesi vi si riversano, perché la devozione o l’affare li attira.
venerdì 29 maggio 2015
SAGRA E SPERANZE
Due volte all’anno la sagra locale anima insolitamente la bella marina: nella terza domenica del maggio fiorito, anniversario della solenne Incoronazione del venerato Simulacro e nella metà di agosto, la grande festa tradizionale. La festa di maggio dura soltanto due giorni, mentre la grande fiera con le sue caratteristiche, la segue portata dal ferragosto.
Scendono allora dai paesi montani e provengono da quelli sparsi lungo la linea ferrata i venditori, i mercanti, i curiosi, i compratori, i sensali e soprattutto i pellegrini.Giungono carichi di merci: chi curvo sotto fagotti e valigie, chi menando avanti l’asino trotterellante nella confusione del passaggio ostruito dalla folla, chi sui camions strombettanti, chi sui carri agricoli, chi nelle moderne vetture cariche delle merci più fini. Si allineano lungo il viale alberato, sotto la provvida ombra e si fermano nell’esposizione più disparata di oggetti e di merci, mentre le cretaglie e gli utensili casalinghi si aggruppano sulla spiaggia, accanto alle piccole montagne verdi dei cocomeri succosi. E’ una settimana di confusione, di chiasso, con l’animazione insolita che reca la fiera. Gli abitanti del luogo si ritrovano confusi tra cento, tra mille forestieri. Il paese in quei giorni è dei montanari e della gente delle marine, che dai loro paesi vi si riversano, perché la devozione o l’affare li attira.
Scendono allora dai paesi montani e provengono da quelli sparsi lungo la linea ferrata i venditori, i mercanti, i curiosi, i compratori, i sensali e soprattutto i pellegrini.Giungono carichi di merci: chi curvo sotto fagotti e valigie, chi menando avanti l’asino trotterellante nella confusione del passaggio ostruito dalla folla, chi sui camions strombettanti, chi sui carri agricoli, chi nelle moderne vetture cariche delle merci più fini. Si allineano lungo il viale alberato, sotto la provvida ombra e si fermano nell’esposizione più disparata di oggetti e di merci, mentre le cretaglie e gli utensili casalinghi si aggruppano sulla spiaggia, accanto alle piccole montagne verdi dei cocomeri succosi. E’ una settimana di confusione, di chiasso, con l’animazione insolita che reca la fiera. Gli abitanti del luogo si ritrovano confusi tra cento, tra mille forestieri. Il paese in quei giorni è dei montanari e della gente delle marine, che dai loro paesi vi si riversano, perché la devozione o l’affare li attira.
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