In
occasione del 1^ centenario di istituzione della Parrocchia
Domenica 22 novembre 2015, durante la S. Messa solenne delle
ore 11:00, sara' presente il vescovo Mons. Leonardo Bonanno per l'apertura del
giubileo parrocchiale per il 1° centenario di istituzione della parrocchia.Alla
celebrazione e' legata l'indulgenza plenaria concessa dal Papa.
Il giubileo parrocchiale si concluderà il 30 novembre 2016, giorno del centenario.
Io sogno
una chiesa non ripiegata su se stessa, la quale chiama gli uomini ad entrare in
essa per mandarli fuori al servizio dell'uomo di oggi, rispettandolo ed
impegnandolo. Sogniamo una chiesa fedele allo Spirito, che porta alla
configurazione a Cristo, nella consapevolezza dell'amore del Padre. Questa
prospettiva ci rende sereni e incisivi nell'azione, meno ansiosi e maggiormente
motivati. Sogniamo non una chiesa che rimprovera e fa tacere, ma che sa
ascoltare il grido di ogni uomo e risponde incoraggiando, sperando,
condividendo, che lascia a ciascuno la responsabile libertà per un vero
incontro personale con il Signore. Una chiesa che sa fermarsi, ascoltare,
interpretare con speranza i segnali che vengono lanciati sulle strade della
storia.
Sogniamo
una parrocchia che per la mobilità delle persone, per motivi necessari e
diversi, relativizza sempre di più la territorialità puramente topografica per
rendersi più attenta al territorio in senso sociale e culturale. Una parrocchia
nel contesto cittadino, che è sempre più anonimo e disaggregato, può essere, in
quanto comunità, luogo di fraternità ed accoglienza. Sogniamo una parrocchia in
cui la fede scoperta dalla catechesi, celebrata nella liturgia e vissuta nella
carità rende questa comunità un riferimento vitale e significativo per la
gente. In essa il sacerdote testimonia capacità di relazione, intensa spiritualità
e spirito di discernimento. Sogniamo, dunque, pastori capaci di gestire
l'incertezza, coraggiosi nell'affrontare il nuovo e nel guardarlo a viso
aperto, senza ingabbiarlo entro schemi predefiniti, in grado di presentare in
modo generativo le certezze, facendole nascere dall'interno dell'interlocutore,
il quale diviene così coautore della propria evangelizzazione.
Sogniamo
per le nuove generazioni il superamento di una curiosa miopia: le nostre
comunità si lacerano sul passato, senza conoscerlo, litigano sul presente, ma
non pensano mai al proprio futuro, non sanno guardare al di fuori dei propri
confini per investire concordemente in formazione, cultura e servizi sociali.
Questi sogni ci aiutano a superare le tensioni ed i problemi che incontriamo
ogni giorno, non solo per un "restauro psichico", ma soprattutto per
trasfigurare la realtà, che non possiamo continuare a contemplare passivamente,
ma che come uomini e credenti siamo chiamati a cambiare.







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