martedì 17 novembre 2015

1° CENTENARIO DI ISTITUZIONE DELLA PARROCCHIA


In occasione del 1^ centenario di istituzione della Parrocchia


Domenica 22 novembre 2015, durante la S. Messa solenne delle ore 11:00, sara' presente il vescovo Mons. Leonardo Bonanno per l'apertura del giubileo parrocchiale per il 1° centenario di istituzione della parrocchia.Alla celebrazione e' legata l'indulgenza plenaria concessa dal Papa.

Il giubileo parrocchiale si concluderà il 30 novembre 2016, giorno del centenario.












Io sogno una chiesa

Io sogno una chiesa non ripiegata su se stessa, la quale chiama gli uomini ad entrare in essa per mandarli fuori al servizio dell'uomo di oggi, rispettandolo ed impegnandolo. Sogniamo una chiesa fedele allo Spirito, che porta alla configurazione a Cristo, nella consapevolezza dell'amore del Padre. Questa prospettiva ci rende sereni e incisivi nell'azione, meno ansiosi e maggiormente motivati. Sogniamo non una chiesa che rimprovera e fa tacere, ma che sa ascoltare il grido di ogni uomo e risponde incoraggiando, sperando, condividendo, che lascia a ciascuno la responsabile libertà per un vero incontro personale con il Signore. Una chiesa che sa fermarsi, ascoltare, interpretare con speranza i segnali che vengono lanciati sulle strade della storia.

Sogniamo una parrocchia che per la mobilità delle persone, per motivi necessari e diversi, relativizza sempre di più la territorialità puramente topografica per rendersi più attenta al territorio in senso sociale e culturale. Una parrocchia nel contesto cittadino, che è sempre più anonimo e disaggregato, può essere, in quanto comunità, luogo di fraternità ed accoglienza. Sogniamo una parrocchia in cui la fede scoperta dalla catechesi, celebrata nella liturgia e vissuta nella carità rende questa comunità un riferimento vitale e significativo per la gente. In essa il sacerdote testimonia capacità di relazione, intensa spiritualità e spirito di discernimento. Sogniamo, dunque, pastori capaci di gestire l'incertezza, coraggiosi nell'affrontare il nuovo e nel guardarlo a viso aperto, senza ingabbiarlo entro schemi predefiniti, in grado di presentare in modo generativo le certezze, facendole nascere dall'interno dell'interlocutore, il quale diviene così coautore della propria evangelizzazione.

Sogniamo per le nuove generazioni il superamento di una curiosa miopia: le nostre comunità si lacerano sul passato, senza conoscerlo, litigano sul presente, ma non pensano mai al proprio futuro, non sanno guardare al di fuori dei propri confini per investire concordemente in formazione, cultura e servizi sociali. Questi sogni ci aiutano a superare le tensioni ed i problemi che incontriamo ogni giorno, non solo per un "restauro psichico", ma soprattutto per trasfigurare la realtà, che non possiamo continuare a contemplare passivamente, ma che come uomini e credenti siamo chiamati a cambiare.















                                                                                                                                                           













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